Primissimo post💪

Sono circa 20 minuti che fisso lo schermo del tablet non sapendo come iniziare hahaha, forse comincerò proprio scrivendo quello che mi passa per la mente. Credo che non sia facile iniziare a scrivere qualcosa quando hai molte idee in testa, ancora non c’è pubblicato nulla e non sai proprio da dove iniziare!

Allora comincerò presentandomi..mmmm no, queste presentazioni sono un po noiose, allora scrivo quello che mi piacerebbe condividere con voi su questo blog..mi piace molto scrivere ma sinceramente non so se ne sono capace o meno, nessuno ha mai letto quello che scrivo ed ora che mi sono finalmente decisa, lascerò decidere a voi!😊

-Kira-

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Rhodo – L’era della promessa pt.1 Prologo

Il sole stava tramontando ma il caldo afoso di quella lunga gionata non voleva proprio andarsene. Nonostante gli alberi fossero molto alti nella foresta, il caldo di sentiva anche sulla parte di terra che si trovava perennemente all’ombra. Il gruppo di operai delle miniere bianche stava facendo ritorno verso il paese, per tornare ognuno nelle proprie case.

Quella giornata lavorativa era stata più breve del solito, un’ora prima del tramonto avevano tutti smesso di lavorare, ognuno aveva rimesso in ordine i propri attrezzi e si erano diretti negli stanzoni addetti al cambio divisa per togliere le tenute da lavoro. E poi si erano finalmente diretti verso casa, così da potersi preparare per la grande cerimonia che sarebbe avvenuta in serata.

Rapei, si sentiva distrutto, quelle giornate di caldo unite al duro lavoro della miniera lo stavano sfinendo. Lo consolava il fatto che a casa ad attenderlo ci fosse un bel bagno caldo, la sua amata sapeva come accoglierlo al rientro dal lavoro e questo lo faceva sentire già meno stanco. Arrivato alla soglia di casa gli bastarono due colpetti alla porta e lei era già lì ad aspettarlo: <ben tornato! Mi sei mancato!> e gli stampò un sonoro bacio sulla guancia. Rapei l’abbraccio stringendola forte. 

Si prepararono per andare alla grande cerimonia, lei indossava un vestito lungo e lui pantaloni ed una lunga casacca. Si controllò davanti allo specchio ed avvicinandosi meglio notò che gli anni stavano passando anche per lui, le prime rughe si stavano disegnando sul suo viso. Poi si sistemò i capelli dietro le orecchie ed uscirono fuori ben visibili le sue orecchie a punta. Si scrutò meglio con i suoi occhi verdi, ora poteva andare.

I due folletti si diressero verso la grande piazza. Era già buio, ma la piazza era ben illuminata per il grande evento. Alti fuochi erano stati accesi sopra a dei larghi pali per non far sentire troppo il caldo. Ad aumentare l’illuminazione sulla grande piazza circolare, degli specchi erano stati appesi ai rami degli alberi così da riflettere la luce verso il basso.

Dalla piazza si aprivano le vie che portavano alle abitazioni e alla grande foresta. Era una vecchia piazza ma comunque ben mantenuta nonostante le persone e gli animali che transitavano ogni giorni. Sul lato opposto di dove si trovavano era stato allestito un palco, sopra un lungo tavolo e delle sedute in fondo.

La piazza era ormai gremita di persone, tutto il paese era venuto ad assistere a quell’evento che attendevano da mesi, qualcuno lo chiamava “la nostra fine” o “la nostra sciagura”, ma per la maggior parte erano entusiasti di quello che stava per accadere.

<Hanno organizzato in grande!> esclamò Rapei. Dubbioso sull’esito della serata, forse anche lui dentro di se pensava che c’era qualcosa di sbagliato in quella decisione che i loro capi stavano per prendere, eppure la grande maggioranza dei folletti era d’accordo con loro. “Sarà quel che dovrà essere” si ripeteva da giorni, con un fremito nel cuore.